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Necrologio per Greta che era bellissima

 Premessa:
Questo é un post vecchio, l'avevo pubblicato all'incirca un anno fa, ma in questo periodo in cui é tornato in auge il problema della violenza sulle donne lo ripubblico, perché ogni tanto mi capita di ripensare a Greta.

Da tempo immemorabile io tengo un diario, ci sono dei periodi, di solito quelli più neri, in cui me lo porto dietro, perché averlo lì mi fa sentire più sicura; ci sono periodi invece in cui non lo guardo nemmeno, se ne sta lì paziente a prendere polvere assieme ad altri libri. Su di esso scrivo tutto: appunti, bibliografie, pensieri, e poi lo uso anche per conservare articoli di giornale che trovo interessanti. Oggi mi é capitato di riaprirlo per cercare tutt’altro e ho trovato questo ritaglio preso da “D La repubblica delle donne” non saprei dire a quando risale, però vorrei condividerlo quì con voi.

Questo é un necrologio per Greta, che aveva dieci anni e quando é morta non ne ha avuto nessuno. Suo padre era una persona distinta, proprio una persona perbene. Un medico stimato, una amico amabile, un figlio adorato. Un giorno il papà ha preso Greta e l’ha portata in garage – un bel garage di una bella villetta di un tranquillo decoroso quartiere di una bella città, Bologna – e l’ha uccisa con cinquantuno picconate. Cinquantuno: bisogna contare mentalmente fino a cinquantuno, ci vuole un po’ di tempo. Poi é salito su in casa, ha detto ai vecchi genitori “l’ho fatto per il suo bene”, e si é buttato dalla finestra. Morto anche lui. La sorella di Greta, che ha 13 anni, per fortuna non c’era. [...] I giornali e i tg hanno detto che “ é stato un dramma della follia”, il “raptus di un uomo tranquillo”, che non aveva mai accettato la separazione dalla moglie. Hanno intervistato i direttori delle associazioni padri separati. Nessuno ha detto che era malato: d’altra parte era un medico circondato da medici, se lo fosse stato qualcuno se ne sarebbe accorto. Qualche giorno dopo, la domenica , il giornale locale ha pubblicato una pagina di necrologi. Tutti per lui, nessuno per Greta. I genitori hanno scritto “figlio adorato duramente e ingiustamente infangato [...]”. Uno zio: “Sei stato il più amabile e adorato dei nipoti [...]”. Un’amica: “Sei stata la persona più cara e amabile che ho conosciuto [..]”.Tutti così, ventuno. Gli avvocati del papà di Greta hanno spiegato che la denuncia per percosse alla figlia maggiore di qualche tempo prima “ era un normale episodio fra un padre ed una figlia vivace”. Sette giorni di prognosi. Un amico ha detto in tv che le botte alla moglie, prima della separazione, “facevano parte di una normale dinamica di una coppia in crisi”.
Una ragazza che si é firmata con nome e cognome, ha scritto una lettera a Repubblica giorni fa. Dice: “Greta era una bimba bellissima, viveva sotto casa mia. Suo padre era un uomo ricco e potente. La sua ex moglie si era separata da lui anni fa dopo essere finita al pronto soccorso per le violenze subite: come tante donne non era riuscita a denunciarlo e i medici non avevano indagato oltre. Per sette anni il marito le aveva fatto passare l’inferno. Quando picchiò la figlia maggiore la donna lo denunciò e attorno a lei si fece il deserto. Nemmeno gli insegnanti della figlia le credevano. Il prestigio di quell’uomo era più importante. L’autoritarismo e gli abusi che esercitava erano iscritti nella continuità di una condotta che la società vedeva, tollerava, e intimorita rispettava.” . Parla questa ragazza dell’impunità oscena del potere, e dell’orrore che può nascondere una “vita per bene”. Del silenzio intorno, una coltre. Di Greta, anche, che era bellissima.

Pubblicato il 1/12/2007 alle 20.28 nella rubrica Diario.

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